Costiera Amalfitana

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varie_7Con partenza da Positano, percorreremo l’intera costiera ammirando dal mare le sue insenature, scogliere e calette naturali. Pochi minuti e raggiungeremo la zona di Arienzo, sulle cui rocciose pendici vi è la famosa ex villa di Zeffirelli, attuale “Villa tre ville”, e proseguiremo fino ad ammirare il San Pietro, rinomato Hotel dall’indiscutibile eleganza e prestigio.

foto_gommone_100_ok torrefoto_gommone_101_ok amalfi costieraSuperate le coste positanesi, raggiungeremo il borgo di Praiano, con la prima spiaggia della Gavitella e la successiva spiaggia di Marina di Praia, antico borgo di pescatori sormontato dalla caratteristica torre d’avvistamento saracena.

Proseguendo lungo il litorale, nel bel mezzo della Costa d’Amalfi, ecco “l’assorta meraviglia dell’essere” tanto cara ad Alfonso Gatto: si tratta del Fiordo di Furore, dove le rupi scoscese, “pendenti sopra l’onde”, si gettano a mare come vittime di una spaventosa vertigine.

Furore Ponte sul fiordogrotta dello smeraldoIl borgo marinaro, la vecchia cartiera, il mulino, la chiesetta nella roccia, le scalinatelle sfuggenti, il sentiero perduto nel bosco, il monazeno di Nannarella sono solo tenui tracce della fiaba furorese.
La suggestione di questa bellezza naturale lascia poco dopo spazio a quella della Grotta dello Smeraldo, una visita facoltativa con ingresso extra nella baia di Conca dei Marini. La traversata continua raggiungendo i pressi delle Cascate di Marmorata, fino a giungere a Minori e Maiori; ci appresteremo ora a raggiungere la Grotta di Pandora, ricca di stalattiti e stalagmiti dalle più stravaganti forme.

amalfi specialefoto_gommone_184_amalfi  costieraSi prosegue verso Amalfi, concedendovi dapprima del tempo libero a bordo per rinfrescarvi nelle nostre limpide acque. Giunti al porto di Amalfi, potrete conoscere dall’interno la storia e le ricchezze dell’antica Repubblica Marinara, vero cuore della costiera che non a caso le conferisce il nome.

Ultima tappa prima del ritorno, raggiungibile unicamente per via terrestre, è Ravello, patria dello spirito e scrigno musicale. Lungo il tragitto si incontra l’incantevole cittadina di Atrani, uno dei pochi luoghi al mondo a conservare il suo antico aspetto medievale, riconoscibile nella sua struttura, nelle sue deliziose stradine e nelle piazzette ricolme di vita.

foto gommone 157 ok cascata capriGiunti a Ravello vi basterà alzare lo sguardo dinanzi ad uno dei numerosi punti panoramici ed “ascoltare” la quiete circostante per capire come il luogo riesca sempre ad ispirare artisti e poeti. Da visitare le numerose ville, tra cui Villa Cimbrone e Villa Rufolo con i rigogliosi giardini e le terrazze impreziosite da busti in gesso.Ed è proprio in queste incantevole ville che si svolgono, durante la stagione estiva, le serate del “Ravello Festival”, una manifestazione che raccoglie ogni anno artisti di ogni genere, in particolar modo musicisti. Raggiungerete nuovamente il porto di Amalfi (ricordiamo che ci è possibile aggiungere come extra ai nostri servizi una guida turistica), e ritorneremo a Positano, ponendo fine ad una giornata impareggiabile.

NOTE STORICHE
GROTTA DELLO SMERALDO: Scoperta nel 1932 da un pescatore locale, la grotta riusce a sconvolgere ogni concezione del colore, presentando le sue acque che dal blu cobalto declinano agli azzurri, fino a lasciar spazio ad un intenso verde smeraldo.
Tutt’attorno, stalattiti e stalagmiti create dalla vecchia natura carsica della grotta; mentre sotto il livello del mare è possibile ammirare il suggestivo presepe in ceramica vietrese che accoglie ogni anno anno numerosi sub, soprattutto il giorno di Natale, quando è dato loro il compito di riporre il Bambinello nella sua preziosa culla.
MINORI E MAIORI: i piccoli borghi della costiera sono luoghi ricchi di bellezza e storia conosciute in epoca romana col nome di Rheginna Minor, ossia Regina Minore (Minori), e Rheginna Maior, ossia Regina Maggiore (Maiori). La seconda tra l’altro, vanta un’accurata descrizione dell’alluvione che nel 1343 distrusse gran parte del litorale costiero, in una lettera che Francesco Petrarca scrisse al Cardinale Giovanni Colonna.